Prevenire il contagio da Coronavirus con la clorexidina: cosa c’è di vero?

di Andrea Amodio, odontoiatra

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collutorio alla clorexidinaigiene orale

Clorexidina e igiene della bocca possono prevenire i contagi da Covid-19? 

La situazione della pandemia da Covid-19, la curva dei contagi sempre stazionaria e i diversi tentativi di contenimento del contagio, non sempre efficaci, mi hanno spinto e motivato a effettuare qualche ricerca su come la categoria degli odontoiatri possa contribuire nella prevenzione della diffusione del virus.

Il Journal of Clinical Periodontology ha recentemente pubblicato i dati del primo studio sugli effetti della parodontite nei pazienti con Covid-19, secondo i quali l’infiammazione gengivale aggrava i sintomi del contagio. Un risultato che ci sottolinea oggi più che mai la necessità di prendersi cura della salute orale.

Ciò che è emerso dalla ricerca è stato per me fonte di ispirazione, e ho ritenuto di voler condividere con il maggior numero di persone i risultati e i consigli che gli studi scientifici ci suggeriscono.

Già nel mese di Marzo 2020 era stata revisionata e comprovata l’efficacia della clorexidina nell’inattivazione dei virus, compreso il Coronavirus, il che suggeriva una riduzione del rischio di contagio attraverso la saliva.

Successivamente è stato proposto un protocollo “farmacologico” che è diventato oggetto di uno studio scientifico (di cui attendiamo i risultati ufficiali, ma che sembra davvero promettente) per abbattere la carica microbica del cavo orale, prima di ogni appuntamento, e si raccomanda di ripetere tale procedura anche domiciliarmente.

Un’ulteriore notizia recentissima, pubblicata il 3 Febbraio 2021 su una rivista scientifica autorevole (Journal of Clinical Periodontology), secondo cui i soggetti Covid positivi che hanno le gengive infiammate possono avere conseguenze più gravi per colpa dell’alta carica batterica presente nel cavo orale, che potrebbe favorire sovra-infezioni polmonari, e per l’infiammazione sistemica cronica, che potrebbe rendere più suscettibili alla tempesta infiammatoria scatenata da SARS-CoV-2.  

In chi ha le gengive molto infiammate e contrae l’infezione da SARS-CoV-2 la probabilità di decesso cresce di 8.8 volte, quella di avere bisogno di ventilazione assistita di 4.6 volte e il rischio di un ricovero in terapia intensiva aumenta di 3.5 volte, con un pericolo che sale al crescere della gravità della parodontite e che non dipende da altri fattori di rischio concomitanti. Potrebbero esserne responsabili l’alta carica batterica presente nella bocca dei pazienti con parodontite e l’infiammazione cronica generale connessa alla malattia gengivale.

(fonte: Società Italiana di Parodontologia e Implantologia)

I dati, come sottolineano gli esperti della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), confermano l’importanza di prevenire, diagnosticare e trattare la parodontite ma anche di ritenere una priorità l’igiene orale dei pazienti contagiati e non.

Prevenire il contagio da Covid con il collutorio alla clorexidina: cosa serve?

Si tratta di un protocollo che può essere seguito da chiunque, per la semplicità e per la reperibilità dei materiali utilizzati, nonché per il loro costo molto ridotto, e si consiglia di effettuarlo al mattino, o comunque prima di uscire di casa, proprio per cercare di raggiungere l’obiettivo di ridurre il contagio.

Basterà procurarsi:

  • Perossido di idrogeno al 3%/10 volumi (acqua ossigenata)
  • Collutorio alla clorexidina 0,2%
  • Garza medicata imbevuta nella clorexidina 0,12%

Una volta attrezzati sarà sufficiente eseguire gli step successivi:

  1. Eseguire un primo sciacquo con perossido di idrogeno all’1% (ottenuto versando in un bicchierino una parte di perossido di idrogeno al 3%/10 volumi e due parti di acqua). (Può essere comodo versare in una bottiglia di vetro, minimo di 750 ml, 200 ml di perossido di idrogeno al 3%/10 volumi, dopodiché utilizzare il contenitore dell’acqua ossigenata, dopo averlo svuotato, per riempirlo di acqua per due volte, e versando nella bottiglia in totale 400 ml di H2O, si otterrà una soluzione di perossido di idrogeno all’1%, pronta all’uso). Eseguire uno sciacquo di 30 secondi seguito da un gargarismo di 15 secondi. Non risciacquare con acqua al termine.
     
  2. Versare in un bicchiere il collutorio con clorexidina allo 0,2%, in quantità sufficiente per due sciacqui: circa 15 ml di prodotto non diluito. Eseguire uno sciacquo iniziale di 30 secondi, seguito da un secondo sciacquo di 30 secondi, con un gargarismo finale di 15 secondi.
     
  3. Al termine di questi 3 sciacqui e 2 gargarismi, usare una salvietta medicata imbevuta di clorexidina 0,12%. La salvietta, prelevata dalla confezione, può essere lacerata in due parti. Dopo aver dispiegato la prima metà di garza, si mette l’indice della mano dominante al centro, per poi avvolgerla completamente intorno al dito. Eseguire un movimento a rullo, dal rosso della gengiva alla corona di denti, in maniera sistematica, cercando di interessare un dente alla volta, iniziando dal dente più posteriore presente nell’arcata mascellare di destra (aspetto esterno/vestibolare) e immediatamente dopo aspetto palatale, a seguire arcata mascellare di sinistra e così via anche per l’arcata mandibolare. Con la seconda parte della garza, sempre dopo averla avvolta attorno all’indice della mano dominante, si detergono le mucose orali: parte interna del labbro, sia superiore che inferiore, superfici interne di entrambe le guance, lingua, aspetto dorsale e ventrale, e palato duro.

Il collutorio con clorexidina è un disinfettante? 

Un protocollo, così rigoroso e ripetuto, di detersione della cavità orale, è una modalità semplice ed efficace per contenere il rischio di contagio per sé e per gli altri. Il gargarismo, che si consiglia al termine degli sciacqui, è molto importante per prevenire la sopravvivenza e replicazione di microrganismi nelle prime vie aeree e nella zona tonsillare. Tramite i gargarismi si cerca di “fermare il patogeno alle porte”, alludendo al fatto che è possibile tentare di impedire che i germi presenti nel cavo orale possano diffondersi nella trachea, nei bronchi e nei polmoni.

L’utilizzo combinato di perossido di idrogeno e di clorexidina garantirebbe infatti una doppia modalità di azione (ossidativa e antisettica). Clorexidina e perossido di idrogeno sono stati, in passato, associati in disinfettanti, detergenti e collutori e senza generare interazioni importanti.

La clorexidina è in grado di aggredire il virus e di eliminare alcuni enzimi, anche nelle prime vie aeree, come le “proteasi”, localizzate soprattutto nella zona tonsillare e faringea, che facilitano la replicazione di virus (il gargarismo ne permetterebbe una netta riduzione con benefici sulla viremia e sulla replicazione).

Che cos’è e a cosa serve la clorexidina? 

La clorexidina ha sicuramente dimostrato ampie capacità nel ridurre la presenza di microrganismi. Per mantenerne al massimo l’efficacia, va utilizzata come prodotto finale per poter perdurare più a lungo nel cavo orale. Presenta una elevata sostantività, ovvero per una proprietà intrinseca al principio attivo, per cui l'effetto antivirale della clorexidina può persistere fino a 12 ore dopo lo sciacquo, peculiarità questa che non ha uguali fra tutti gli altri principi attivi. In pratica, la clorexidina rimarrebbe attiva nel cavo orale, per molte ore dopo lo sciacquo, e una sua azione antivirale, non sarebbe pertanto limitata al solo momento dello sciacquo, come può accadere per il perossido di idrogeno o per altre sostanze antisettiche, ma neanche a poche ore come per il cetilpiridinio o gli oli essenziali. Se quindi l’attività della clorexidina può essere protratta nel tempo grazie alla sua sostantività, allora anche il virus SARS-CoV-2 secreto in cavità orale nelle ore successive allo sciacquo può essere potenzialmente soggetto, e per un tempo molto prolungato, all’attività antisettica della clorexidina allo 0,12% e 0,2%. Questo farebbe della clorexidina un presidio irrinunciabile per la protezione dell’ambiente operativo e delle possibili contaminazioni crociate, ma anche per un potenziale controllo della trasmissione a livello sociale.

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